90

Nata in Italia e cresciuta da una coppia veneta, Andy ha deciso di scrivere un libro dopo un viaggio in Africa in cui è andata alla ricerca delle proprie radici, dedicato “a tutti gli italiani di seconda generazione come me. L’Italia ha un fortissimo problema di razzismo, ma condividete la vostra cultura, perchè spesso il problema è solo l’ignoranza”

 

Andy, una vicentina senegalese: 

“Nel corso della mia vita in molti mi dicevano che avrei dovuto decidere: o veneta o senegalese. Devi scegliere, o una o l’altra, non puoi essere entrambe le cose. Ma io invece sono entrambe, perchè se perdessi una delle due, perderei una parte di me stessa”.

Tramite un’intervisa a fanpage.it abbiamo conosciuto Ndeye Fatou Faye, per tutti Andy, si tratta di una ragazza nata in Veneto da una famiglia originaria del Senegal, anche se a crescerla, però sono stati soprattutto quelli che lei oggi chiama “nonni”. Si tratta di una coppia che ha deciso di aiutare e supportare la famiglia di Andy appena è arrivata in Italia.

Andy

“Prima di cominciare l’asilo -racconta Andy- sarei dovuta andare in Senegal perché mia madre voleva che crescessi là. Quella che io oggi chiamo nonna ha però chiesto di potermi crescere qui e così, fino 14 anni, trascorrevo tutta la settimana a Cagollo e il weekend a Schio”. Le superiori, invece, le Andy le ha frequentate proprio a Schio, dove viveva con i suoi genitori biologici, e vedendo i “nonni” nel fine settimana.

“Per me è normale, non avevo mai pensato che fosse una cosa strana -continua la giovane “vicentina-senegalese”, come lei stessa si definisce-. Anzi, per me era più strano crescere in una sola famiglia. Infatti quando le persone mi chiedono come faccia, io rispondo: ma come fate voi?”.

“Penso che avere due famiglie sia la mia grande fortuna, perché ho più visioni su più cose e ho una mente più aperta. Però è stato ed è tutt’ora molto difficile conciliare entrambe le cose, perchè sono due culture letteralmente opposte, che non vanno d’accordo praticamente su nulla. Ognuna di loro -prosegue Andy- pensava di poter prevalere sull’altra, quindi per me è sempre stata difficile questa cosa e penso che in fondo non abbiano mai capito come mi sono sentita e come mi sento a dover cercare un equilibrio.

Andy

Alla fine ho capito che non troverò mai un punto di congiunzione fra le due famiglie, però ho trovato me stessa, la mia identità. Ed è un mix delle due e non una scelta”.

Andy sa cosa vuol dire essere un italiano di seconda generazione, ed è proprio pensando anche a tutti coloro che sono nella sua stessa situazione che, nel 2019, ha deciso di scrivere “Allergica al pesce. Hakuna Matata”, un libro-diario che ha come punto di partenza la ricerca delle proprie radici, fatta con un viaggio in Senegal a 16 anni. Un viaggio compiuto per “cercare di capire la mia identità e mettere insieme le due culture che avevo dentro da sempre. E là, la mia vita è cambiata” assicura.

“È vero, io sono proprio allergica al pesce” continua l’intervista Andy, commentando il titolo del libro. Un titolo che nasce dal “perché il Senegal è il maggior produttore di tonno dell’Africa sub-sahariana e lì il piatto principale è riso col pesce. Il fatto di non poterlo mangiare è stato come un rendermi conto che probabilmente non potevo essere del tutto senegalese”. 

Andy

Addentrandosi in questioni più delicate, soprattutto alla luce degli eventi dell’ultimo mese, Andy dice “Episodi razzisti ne ho avuti più di uno, anche in Senegal. La cosa strana è che me ne sono resa conto dopo perchè la mia famiglia, soprattutto quella italiana, mi ha cresciuta come se il razzismo non esistesse: non hanno mai fatto differenza tra il colore della pelle e il loro.

E lo stesso vale per gli amici con cui sono cresciuta qui. Queste cose le abbiamo cominciate a intuire alla superiori, quando tutti i miei compagni mi chiedevano come facessi a parlare dialetto veneto, mentre loro no. Ho capito dopo che me lo chiedevano perché forse alcune persone mi vedevano diversa da loro”.

“L’Italia ha un fortissimo problema di razzismo, è una cosa che rallenta palesemente questo Paese” aggiunge Andy, rivolgendosi infine “agli italiani come me di seconda generazione: condividete la vostra cultura. Se vi fanno delle domande come “ma tu parli l’africano?” o “in Africa sono tutti musulmani?”, oppure ancora qualsiasi cosa sulle treccine, non offendetevi subito.

Andy

Probabilmente quella persona non sa perchè magari è solo ignorante e non ignorante razzista. Anche amici miei vengono e mi dicono “guarda, non voglio che tu ti offenda, ma posso chiederti se ti abbronzi?” Certo che mi abbronzo, divento più scura. Quindi -conclude- condividete la vostra cultura. Se qualcuno vi fa una domanda e capite che non è razzista, rispondete”.

www.terzoo.com