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L’app Immuni, da oggi, inizia ad essere attiva in 4 regioni d’Italia per i primi test, nel frattempo Matteo Salvini ha dichiarato che non scaricherà l’applicazione perché non ci sono sicurezze sulla diffusione dei dati degli utenti. In realtà la privacy degli utenti è completamente tutelata, vediamo come funziona:

 

Le critiche di Salvini sulla privacy dell’app Immuni sono fondate?

“Gli italiani chiedono garanzia totale sulla protezione e la tutela della riservatezza dei loro dati: quindi, fino a che non ci sarà questa garanzia totale io non scarico assolutamente nulla”. Ecco il benvenuto di Matteo Salvini, riportato dall’Ansa, all’inizio delle sperimentazioni regionali dell’applicazione Immuni che da oggi, lunedì 8 giugno, inizia i test in Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia.

Non è la prima volta che il leader della Lega fa leva su queste presunte mancate tutele di privacy dei dati personali di chi decide di scaricare l’app Immuni. Prima di tutto è necessario premettere che il Garante per la privacy Antonello Soro ha seguito l’intero percorso dell’app di tracciamento, dalla selezione da parte dei ministeri di Innovazione e Salute all’ultimo via libera accompagnato da un provvedimento che chiede una serie di modifiche entro i 30 giorni successivi, come l’inserimento della possibilità di disattivare l’app direttamente dalla schermata principale o garanzie sulla conservazione degli indirizzi Ip.

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