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Ormai si sta cercando in tutti i modi di eliminare la famiglia Benetton dalla società Autostrade dopo tutti i problemi connessi alla loro gestione, sembra ora essere arrivati ad un accordo.

 

Autostrade, chi ci guadagna con il passaggio allo Stato?

«I Benetton sono fuori, ce l’abbiamo fatta» così esordisce Luigi Di Maio, portavoce del Movimento 5 Stelle. Al fine di escludere la famiglia Benetton dalla società Autostrade, la partecipazione della famiglia nella nuova società dovrà scendere dall’88% di oggi a meno del 10%, soglia al di sotto della quale non si ha più diritto a un posto in consiglio d’amministrazione.

Attualmente la situazione nelle Autostrade è ben diversa e nemmeno il semplice ingresso di Cassa depositi e prestiti basterebbe da solo a raggiungere l’obiettivo. É necessaria la partecipazione di ulteriori soci privati che possano diluire ulteriormente la quota della famiglia Benetton. A tal proposito nei giorni passati sono stati fatti diversi sondaggi e sono arrivati anche dei no.

Autostrade Benetton

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La partecipazione di Cassa depositi e prestiti però dovrebbe consentire di raggiungere il risultato sperato visto che dovrebbe attirare l’attenzione di diversi investitori.

Durante il consiglio dei ministri il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri ha previsto che per portare a termine l’operazione serviranno almeno tra sei mesi e un anno. L’obiettivo del governo, non dichiarato pubblicamente perché decisamente ambizioso, è di arrivare alla quotazione in Borsa della nuova società Autostrade entro la fine dell’anno.

Al momento, però, l’unica certezza che abbiamo è la data di inizio, non quella di fine. Il primo passo, con un consiglio d’amministrazione della holding Atlantia, deve arrivare entro il 27 luglio. Ciò è stato deciso per fare in modo che al momento dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, prevista per i primi di agosto a ben due anni di distanza dal crollo del ponte Morandi, il percorso sia almeno cominciato.

Autostrade Benetton

Al momento ancora non è stato fissato il prezzo al quale saranno messe sul mercato le azioni della nuova società Autostrade a controllo pubblico, un dettaglio molto importante per poter valutare se è un progetto che vale la pena o no. Non è possibile farlo perché prima serve una revisione formale della concessione che fissi formalmente le tariffe e quindi renda possibile il calcolo sulla remunerazione degli investimenti.

Il valore di Autostrade attualmente non è definibile perché sta subendo brusche variazioni da ormai diversi giorni, le stime infatti vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 10 miliardi. L’incasso netto dei Benetton potrebbe oscillare tra i 3 e i 6 miliardi di euro. Ma, in realtà, tutto dipende da quel valore ancora non definito.

A quella cifra va però sommato il debito della società, che al momento sfiora i 10 miliardi di euro. Questo debito andrà a finire sulle spalle della nuova società e quindi dei nuovi soci. Bisogna anche considerare il fatto che due di quei miliardi di debito delle Autostrade sono nei confronti di Cassa depositi e prestiti, che diventerà socio del debitore con il risultato di una neutralizzazione di quella parte di debito.

Autostrade Benetton

L’interesse principale dello Stato, oltre a salvare la società Autostrade, è quello di evitare che l’operazione appaia come un vantaggio per la famiglia Benetton. Per questo l’aumento di capitale che porterà alla nuova società è vincolato a un impegno: non distribuire dividendi per almeno due anni. Si tratta di una strategia per far finire le nuove risorse verso gli investimenti. Ma anche per impedire che i Benetton, con il loro residuo di capitale, guadagnino ancora da questa partecipazione.

Questa operazione però finirà anche per rendere meno interessante l’investimento per i nuovi soci, comprendendo tutti i rischi che questa scelta andrà a comportare riguardo il successo dell’operazione del salvare le Autostrade.

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