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Roberto Burioni con un articolo su Medical Facts si è espresso sulla situazione politica in Italia dicendo che la scienza ha riacquistato la sua dignità ma ora spetta alla politica fare le “scelte difficili”.

 

PER ROBERTO BURIONI LA POLITICA NON PUÒ DELEGARE TUTTO ALLA SCIENZA:

Qualche mese fa, il noto virologo Roberto Burioni ha sottolineato l’esigenza di dare ascolto ai pareri scientifici, adesso, però, Burioni fa un passo indietro lasciando intendere che il compito della scienza ha i suoi limiti. Secondo il virologo ora è il momento che sia la politica a prendere le decisioni corrette, la scienza deve limitarsi a fornire i dati e le informazioni e non deve ricoprire quindi il ruolo della politica.

 

“È in questi momenti che la Politica deve riappropriarsi di spazi che spesso ha colpevolmente trascurato o demandato ad altri. Le conoscenze scientifiche sono fondamentali nel contribuire ad arrivare a decisioni quali la riapertura parziale delle attività, ma non possono essere l’unico aspetto da prendere in considerazione.”

Burioni riconosce che la scienza durante questa emergenza ha ottenuto la dignità che gli era stata tolta spesso degli stessa scena politica che si esprimeva in campi che non la riguardavano. 

“Fino a pochi mesi fa gli scienziati dovevano lottare duramente per farsi ascoltare dai politici, che consentivano nelle aule parlamentari convegni su argomenti senza alcuna base scientifica, come l’omeopatia, l’iridologia e l’agricoltura biodinamica. Nel dibattito sull’obbligo vaccinale che si è svolto qualche tempo fa si sono ascoltate nell’aula del Senato delle bestialità tali da fare drizzare i capelli a chiunque abbia in minimo rispetto la scienza.”

Se è giusto basare l’azione politica su solide consulenze scientifiche, è altrettanto vero secondo Roberto Burioni che gli scienziati e i medici non sono quelli che devono decidere se riaprire i bar o ristoranti, le scuole e la ripartenza delle attività. Queste sono decisioni che deve fare la politica, anche secondo considerazioni fuori dall’ambito della scienza, assumendosi anche le conseguenti responsabilità. Non si può chiedere agli scienziati di tradurre le informazioni, i dati in decreti. La scienza deve fornire i dati ed aiutare la gente ad interpretarli, non deve fare le leggi.

“ “gli scienziati” e “i medici” sono diventati improvvisamente quelli che devono decidere se riaprire i bar e i ristoranti, se riprendere le lezioni a scuola, se permettere lo spostamento dei cittadini e la ripartenza delle attività produttive. ”

Il virologo continua l’ultima parte dell’articolo dicendo che la scienza è sicuramente importantissima nella lotta al coronavirus ma deve essere affiancata dalla politica, perchè è questa a stabilire le leggi e le regole di un paese. Per sostenere questa tesi riporta due esempi molto palesi di come una legge scientifica sia interpretata in due leggi politiche completamente diverse in due posti del mondo differenti. 

“Ma anche quando sappiamo con precisione la risposta a delle domande, comunque la scienza non può prendere il posto della politica. La scienza dice che il casco diminuisce del 40% le morti in caso di incidente motociclistico: eppure negli Usa in due Stati (Illinois e Indiana) l’uso del casco non è Roberto Burioni scienza politicaobbligatorio, in molti altri sì; addirittura in Florida e Michigan si può andare in moto senza casco, a patto di avere un’assicurazione medica. La scienza dà indicazioni identiche, poi sono i politici che devono scegliere e lo fanno, com’è evidente, in tutta indipendenza.

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