51 La persona fotografata può sporgere denuncia ed ottenere un risarcimento in sede civile, si potrebbe sfociare nella diffamazione aggravata se la foto è accompagnata da una frase accusatoria. In questi giorni è molto semplice imbattersi in foto che ritraggono indirizzi abitativi, targhe di auto e volti non censurati. Uscire di casa durante l’emergenza Covid-19 non è permesso, se non per motivi validi e necessari, però non è nemmeno consentito ai cittadini pubblicare online le foto di coloro che trasgrediscono le regole. Il web è saturo di utenti che denunciano tramite i social chi infrange l’emendamento che ci impone di rimanere nella nostra abitazione; questo comportamento, però, è considerato reato dal momento che viola la privacy delle persone ritratte. Un articolo del Sole 24 Ore ci informa che chi pubblica sul proprio profilo, o sui gruppi, il volto o i dati sensibili di qualcuno che starebbe violando le regole di contenimento del virus potrebbe dover risarcire in sede civile il soggetto fotografato. Se compaiono anche frasi accusatorie si aggiunge l’aggravante della diffamazione. Secondo alcuni tribunali anche chi mette like o l’amministratore del gruppo che non provvede a rimuovere la foto potrebbe essere perseguito legalmente. Avvertire le autorità Bisogna sempre tenere presente che noi non possiamo sapere il motivo per cui una persona sta uscendo di casa, potrebbe anche avere un certificato medico che glielo permette. Se i cittadini notano attività sospette hanno l’obbligo di informare le autorità competenti, saranno loro poi a compiere i dovuti accertamenti sul rispetto o meno dei decreti in vigore. É già successo che delle segnalazioni riguardo presunti assembramenti si risultassero infondate.

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