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Per la stagione estiva sono previsti danni per 66 miliardi al settore del turismo in Italia a causa dell’epidemia di coronavirus.

A Rimini tra poco più di una settimana i bagnini saranno operativi per preparare le spiagge, nella speranza che andrà tutto bene. Il sindaco Andrea Gnassi tiene sotto costante controllo la contabilità del turismo messo in ginocchio dal coronavirus in una località che ha più turisti sia di Venezia che di Firenze. Dai dati ISTAT emerge che nel riminese si contavano 16 milioni e 200 mila turisti all’anno da sommare ai cosiddetti “escursionisti”, ovvero chi non si ferma a dormire, e che erano almeno 13 milioni, sempre ogni anno. La somma faceva 30 milioni di persone nella zona di Rimini, con annate ancora più affollate.

Quest’anno invece cosa succederà? “La produzione si riprenderà, le merci torneranno a circolare. Ma noi importiamo persone e creiamo relazioni. Non ci rimetteremo in piedi facilmente. Serve un sostegno fortissimo del governo”. Ecco le parole di Gnassi.

L’altra sera nel tavolo con Regioni e enti locali,il Premier Conte ha deciso di lanciare lo slogan “Quest’estate tutti in vacanza in Italia” e annunciato un piano per il turismo per salvarlo dalla morsa del coronavirus. Il ministro Dario Franceschini ha assicurato che “si sta lavorando per bonus vacanze alle persone e alle famiglie sulla base delle fasce di reddito”. Questo bonus consisterebbe in un minimo di 500 euro a famiglia. Sono inoltre previste “riaperture con misure di sicurezza per musei e parchi archeologici”. Anche i parchi divertimenti sarebbero pronti a riaprire, vedi qui l’articolo sul celebre parco di Gardaland. Allo stesso modo sembrano pronte a ripartire anche le spiagge. Una data certa per la ripartenza non è stata ancora fatta, ma potrebbe andare dalla seconda metà di maggio a inizio giugno.

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