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Avrete sicuramente notato tutti che con il diffondersi del coronavirus si è diffusa anche una generale aria di nervosismo e stress che ha sicuramente influito anche sulla qualità del nostro sonno. Per capire come mai questo abbia influito sulla qualità del dormire bisogna andare a considerare l’ansia che si è generata.

É ormai clinicamente risaputo che ansia e diminuzione del sonno sono strettamente collegate, difatti la prima va a disturbare la naturale sequenza rilassamento-sonnolenza-addormentamento.

“La mente che pensa è nemica del sonno”

Una scarsa qualità del dormire unita alle ripercussioni dell’insonnia durante il giorno, come irritabilità, stanchezza e poca attenzione, contribuiscono a renderci maggiormente propensi a fare brutti pensieri ed avere ansia.

Dormire poco o male porta il nostro corpo a cercare di compensare questa mancanza. É per questo che quando possiamo dormiremo fino a tardi oppure continuiamo a bere bevande energetiche o caffè per tenerci attivi. Alcuni invece potrebbero tendere a cercare di recuperare il sonno durante il pomeriggio oppure c’è chi proprio non trova la voglia di alzarsi dal letto. Quest’ultimo fattore aumenta le possibilità di andare incontro a uno stato di veglia determinando un sonno frammentato.

Quindi più stiamo a casa ed attuiamo i comportamenti sopra citati e più la nostra qualità del dormire diminuisce andando a creare un circolo vizioso che è indispensabile interrompere.

Mantieni stabile il ritmo sonno-veglia

Per rompere questo circolo vizioso è fondamentale mantenere stabile l’orario di addormentamento e di risveglio, al fine di sincronizzare il nostro orologio biologico. È utile alzarsi sempre alla stessa ora, nonostante la notte si sia dormito poco.

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