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Era pronto un documento segreto per l’emergenza coronavirus che non è mai stato pubblicato per paura di generare il caos.

A gennaio era già pronto questo documento per contrastare il coronavirus. Il Ministero della Salute ha deciso di mantenere il documento segreto perché si pensava che lo scenario descritto potesse essere troppo catastrofico. Inoltre c’era la paura che si generasse caos inutile. Purtroppo, però, la previsione era estremamente veritiera, con l’unica differenza che il coronavirus è stato molto più veloce del previsto.

Una seconda versione è stata realizzata il 20 febbraio: il giorno prima della scoperta a Codogno del “paziente uno”. In una quarantina di pagine si analizzano le disponibilità in tutta Italia di terapie intensive, posti letto, medici e operatori sanitari, per poi formulare le contromisure: le strategie da adottare per reclutare e formare il personale. Ci sono le indicazioni pratiche: i modelli per isolare e trasportare i contagiati, come sanificare gli ambienti, come monitorare l’evoluzione della risposta al coronavirus. Era un piano d’azione ben studiato in tutte le sue casistiche: si evidenzia la necessità di individuare le strutture ospedaliere da riconvertire, la realizzazione di centri di riferimento regionali, la suddivisione in macroaree territoriali. Si sottolinea l’importanza dei ventilatori polmonari. E ancora la riduzione dell’attività chirurgica; la realizzazione di posti letto riservati alle vittime del virus; l’importanza di fare scorta e distribuire, mascherine, tute e ogni dispositivo necessario per proteggere infermieri e dottori. Ogni singolo dettaglio sull’emergenza coronavirus si è poi concretizzato, ma questo documento è sempre rimasto segreto fino a pochi giorni fa.

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