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Il comitato tecnico scientifico del ministero della Salute ha deciso che le scuole non riapriranno entro il 18 maggio, nemmeno per un ultimo saluto prima dell’estate per gli studenti. La ministra Lucia Azzolina chiedeva di aspettare ancora per vedere come si sarebbe evoluta la situazione nei prossimi 20 giorni ma il comitato è inamovibile. Secondo gli esperti si rischia di ricadere nel baratro di fine marzo, quando si contavano fino a 6.000 nuovi positivi al giorno, è troppo rischioso permettere a quasi 8,5 milioni di studenti di tornare a scuola. Senza contare poi i quasi 2 milioni di dipendenti tra professori e personale. La decisione, tuttavia, non è ancora stata formalizzata.

Soltanto lunedì è stato approvato il decreto riguardo gli esami che vedeva il 18 maggio come linea spartiacque tra due possibili scenari. (Se ve lo foste persi potete leggere la notizia qui) Quasi sicuramente quindi non ci sarà l’esame di terza media e la maturità comprenderà soltanto il colloquio orale. Ancora incerta è la modalità secondo cui i maturandi sosterranno l’esame, molto probabilmente si svolgerà online ma non viene esclusa la possibilità di far tornare gli studenti a scuola a turni solamente per l’esame.

Anche il prossimo anno scolastico rimane un’incognita. In un ipotetico scenario in cui il virus non sarà completamente debellato si pensa già a diverse soluzioni. Una di queste è il proseguire con la didattica a distanza, anche se molti studenti lamentano l’inutilità di questa. Un’altra possibilità è quella di tornare a scuola a turni oppure indossando la mascherina, anche se quest’ultima opzione sembra improponibile soprattutto per i giovanissimi. Anche la decisione di rientrare a scuola ad inizio settembre per recuperare le lacune causate dalla didattica a distanza è da rivedere, potrebbe essere controproducente caricare gli studenti di ulteriore stress, senza contare i quasi 200 supplenti in cattedra.

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