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Entro il termine del periodo estivo sarà necessario definire alcune situazioni importanti tra cui la proroga della cassa integrazione finanziata dallo stato, il divieto di licenziare e altre linee guida per salvare più posti di lavoro possibile, ecco gli obiettivi del decreto agosto:

 

Decreto agosto, importante la cassa integrazione e salvare posti di lavoro:

Con il decreto agosto sarà essenziale ridurre al minimo la perdita di posti di lavoro legata all’epidemia da coronavirus, tamponando le conseguenze economiche della crisi per imprese e lavoratori. Per favorire la ripresa sarà importantissimo anche incentivare nuove assunzioni e sostenere la riqualificazione del personale.

Questi quindi sono gli obiettivi che si è posto il governo e che deve risolvere grazie al decreto Agosto che dovrebbe essere varato in settimana dal Governo, dopo il via libera allo scostamento di bilancio da 25 miliardi.

Decreto agosto

Tra le strategie per salvare i posti di lavoro di migliaia di italiani si ha deciso di prorogare di 18 settimane la cassa integrazione, inoltre arriverà la nuova proroga di due mesi delle indennità di disoccupazione Naspi e Discoll in scadenza a maggio e giugno, le indennità per giugno e luglio ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo.

Misure in discussione del decreto agosto

É essenziale che nel decreto agosto siano tutelati i posti di lavoro, dopo la perdita di 600mila posti di lavoro da febbraio a giugno e dopo il crollo del Pil nel secondo trimestre del 12,4%, il Governo dovrebbe quindi introdurre sgravi contributivi di due tipi a favore dei datori di lavoro.

Eliminare questi contributi andrà a premiare le aziende che riportano i lavoratori in attività, dopo aver sfruttato la cassa integrazione a maggio e giugno: in base alla bozza del decreto agosto circolata finora, lo sgravio dovrebbe durare quattro mesi ed essere commisurato alle ore di cassa fruite.

Decreto agosto

ANSA / CIRO FUSCO

Un secondo aiuto dovrebbe durare sei mesi e premiare, con lo sconto totale dei contributi dovuti, i datori che assumeranno lavoratori a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2020.

Per quest’ultimo incentivo, sarà importante capire se l’azienda sarà vincolata ad aumentare, con l’assunzione agevolata, il numero totale dei suoi occupati, o se ci saranno divieti di licenziamento nel periodo successivo all’assunzione (come previsto da altri sgravi).

Queste due strategie sarebbero molto importanti per la situazione economica attuale: un sondaggio pubblicato dal Sole 24 ore rivela che il 30% dei lavoratori del settore privato che sono in cassa integrazione teme di perdere il posto di lavoro.

Decreto agosto

Uno dei punti importanti di questo decreto agosto sarà la proroga del divieto di licenziamenti che per ora è valido fino al 17 agosto.

L’impatto degli incentivi del decreto agosto

Secondo i dati, il risparmio portato da queste decisioni può arrivare nei sei mesi ipotizzati fino a 3mila euro per lavoratore, se si considera un impiegato del commercio (l’azienda eviterebbe di versare 533 euro al mese). Oltre 2.700 euro il risparmio semestrale per un cameriere assunto nel turismo (461 euro al mese). Il risparmio si riduce invece con l’assunzione di un apprendista, che richiede già contributi ridotti a un terzo rispetto agli altri lavoratori.

Lo sconto del decreto agosto andrebbe ad incidere principalmente sulle aziende di medie dimensioni. Il bilancio degli incentivi contributivi applicati dal 2015 al 2018 (esonero triennale, biennale, esonero per gli under 35 e Garanzia giovani) rivela che dei 19 miliardi totali spesi per le agevolazioni, il 41% delle risorse è andato alle imprese con meno di 10 dipendenti. Mentre le imprese maggiori (con più di 250 dipendenti), hanno usato appena il 12% dei fondi, pur avendo un peso ben più rilevante (31%) sull’occupazione totale. Per favorire la riqualificazione dei lavoratori, il decreto dovrebbe aumentare anche le risorse del Fondo nuove competenze.

Decreto agosto

Secondo Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, «uno sgravio può rappresentare un incentivo all’assunzione. Da solo però è scarsamente efficace. Bisogna abbandonare – continua – l’idea che il livello dell’occupazione si possa innalzare solo intervenendo sul “costo” della manodopera, peraltro per un periodo limitato, se non si creano le condizioni per una ripresa effettiva del settore produttivo. Ragionare in questi termini appartiene alla logica del blocco dei licenziamenti: si sposta il problema più in avanti nel tempo».

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