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Donald Trump ha affermato in una serie di colloqui con Bob Woodward di aver minimizzato le conseguenze causate dal covid-19 nonostante sapesse quanto letale potesse essere:

 

Trump afferma di aver minimizzato le conseguenze del covid-19 anche se sapeva che è letale:

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump era a conoscenza dei rischi legati al covid-19 già dai primi mesi dell’anno, ma ha deciso volutamente di sminuire le conseguenze descrivendolo come una comune influenza. Tutto ciò non si tratta di affermazioni campate in aria dalle opposizioni: lo ha detto lui stesso a Bob Woodward, famoso e rispettato giornalista del Washington Post che negli anni Settanta indagò sul caso Watergate insieme a Carl Bernstein.

Tutte queste informazioni sono contenute nel nuovo libro di Woodward, che si intitola Rage e non è ancora uscito, ma diversi giornali e tv ne hanno pubblicato alcuni passaggi notevoli, facendo ascoltare parti delle 18 interviste che Woodward ha fatto a Trump da dicembre 2019 a luglio 2020 e che contengono dichiarazioni sulla pandemia, sul razzismo e altre questioni molto delicate.

Donald Trump covid-19

Già dall’inizio di febbraio Donald Trump aveva cercato di minimizzare la gravità della pandemia di covid-19, paragonandola all’influenza stagionale, e svalutando l’importanza delle misure anti-contagio. Donald Trump inoltre si era dichiarato contrario ai lockdown decisi dagli stati, da mesi prende in giro chi indossa le mascherine, ha dato addirittura dell’allarmista a Anthony Fauci, il principale consulente della Casa Bianca sulle malattie infettive, per concludere la lista Trump ha anche promosso presunte e screditate terapie miracolose e ripetuto che il virus se ne andrà da solo.

Donald Trump è anche colui che ha insistito sulla necessità di ridurre il numero di test effettuati perché per moltissimi il covid-19 è praticamente un raffreddore. Dalle interviste date dallo stesso Donald Trump a Woodward, però, emerge tutta un’altra storia.

Donald Trump covid-19

(Photo by Doug Mills-Pool/Getty Images)

A febbraio Trump ha affermato durante una serie di interviste a Woodward di sapere quanto il virus fosse pericoloso, trasmissibile per via aerea, molto contagioso e molto «più letale di una forte influenza». Trump definiva la pandemia «una questione molto complicata, molto delicata»: «È più mortale dell’influenza più pesante. È roba letale».

Il covid-19, aveva inoltre aggiunto, «ha un tasso di mortalità del 5 per cento rispetto all’1, o anche meno, delle altre influenze». Woodward dice anche che il 28 gennaio Trump sarebbe stato informato che il virus sarebbe stato la più grande minaccia della sua presidenza da Robert O’Brien, il consigliere per la sicurezza nazionale. Trump ha però affermato ai microfoni di Woodward che non riusciva a ricordare quell’avvertimento.

Donald Trump covid-19

In un’intervista del 19 marzo Donald Trump aveva poi ammesso di aver sempre voluto minimizzare la pandemia: «E preferisco ancora sminuire, perché non voglio creare panico». Ovviamente la Casa Bianca ha dovuto correre ai ripari, la portavoce Kayleigh McEnany, ha spiegato che Trump non ha mai mentito, ma ha voluto semplicemente tranquillizzare il suo popolo: «Quando si affrontano sfide molto difficili, è importante esprimere un senso di fiducia e calma».

Il libro di Woodward non si ferma solamente al covid-19 ma riporta anche alcuni estratti delle lettere fra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un da cui emerge una «profonda e speciale amicizia» che funzionerà «come una forza magica»; inoltre riporta le dichiarazioni sulla poca stima di Trump verso il suo predecessore Barack Obama, giudicato «poco intelligente» e «un cattivo oratore», e altre dichiarazioni ancora sul razzismo negli Stati Uniti: Trump dice di aver fatto per gli afroamericani più di qualsiasi altro presidente a parte Abraham Lincoln, allo stesso tempo però afferma di non provare «alcun amore» per la comunità nera.

Donald Trump covid-19

Il Washington Post cita infine un’intervista in cui Woodward chiede al presidente se negli Stati Uniti ci sia un problema di razzismo sistemico e lui, dopo aver chiarito che queste questioni esistono ovunque, aggiunge che negli Stati Uniti sono meno gravi che altrove.

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