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Freddie Mercury, il leader dei Queen, morto ormai 29 anni fa avrebbe compiuto oggi 74 anni. Vediamo insieme la storia di uno dei cantanti più famosi della storia:

 

Freddie Mercury, 74 anni fa nasceva il leader dei Queen:

Freddie Mercury, nato Farrokh Bulsara (Zanzibar, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991), è stato un cantautore, compositore e musicista britannico di origini parsi.

Nel 1970, insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Meddows-Taylor, fondò i Queen, ai quali un anno più tardi si aggiunse il bassista John Deacon.

Per il gruppo rock britannico, con cui restò fino alla prematura morte avvenuta all’età di 45 anni a causa di una broncopolmonite aggravata dall’AIDS, scrisse molte canzoni, tra cui si annoverano successi come Bohemian Rhapsody, Crazy Little Thing Called Love, Don’t Stop Me Now, It’s a Hard Life, Killer Queen, Love of My Life, Bicycle Race, Play the Game, Somebody to Love e We Are the Champions.

Freddie Mercury

Oltre all’attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese un breve percorso da solista con la pubblicazione di due album, Mr. Bad Guy nel 1985 e Barcelona nel 1988, quest’ultimo frutto della collaborazione con il soprano spagnolo Montserrat Caballé. In suo onore, il 20 aprile 1992 fu organizzato a Londra il Freddie Mercury Tribute Concert, al quale parteciparono molti artisti musicali internazionali; parte dei proventi dell’evento furono utilizzati per fondare The Mercury Phoenix Trust, organizzazione impegnata nella lotta all’AIDS.

Ricordato per il suo enorme talento vocale e per l’esuberante personalità sul palco, Freddie Mercury è considerato uno dei più celebri e influenti artisti nella storia del rock e viene universalmente riconosciuto come uno dei migliori frontman di sempre; come membro dei Queen venne inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2001, mentre singolarmente entrò a far parte della Songwriters Hall of Fame nel 2003.

Nel 2008 la rivista statunitense Rolling Stone classificò Freddie Mercury 18º nella classifica dei migliori cento cantanti di tutti i tempi, mentre l’anno successivo si piazzò al primo posto tra le voci rock per Classic Rock.

Freddie Mercury

Il 18 febbraio 1990 Freddie Mercury fece la sua ultima apparizione televisiva in diretta, in occasione del conferimento del premio per il contributo dei Queen alla musica britannica ai BRIT Awards.

La crescente diffusione di notizie su una possibile malattia di Mercury, amplificate dalla morte per AIDS di Nikolai Grishanovich, uno dei suoi tanti amanti, portò il gruppo a decidere di diffondere un comunicato stampa ufficiale, nel quale si smentiva ogni illazione sul cantante. Per sfuggire ai tabloid, Mercury si trasferì a Montreux, nella primavera del 1991, dove affittò un’abitazione in riva al lago denominata Duck House.

L’ ultima apparizione pubblica di Freddie Mercury fu nel video della canzone These Are the Days of Our Lives, in cui il frontman dei Queen appare molto dimagrito; il videoclip del brano, registrato il 30 maggio 1991 e tratto dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo, venne tuttavia reso pubblico solo dopo la sua morte, su sua precisa volontà, per non dare adito ai vari rumor, e montato in bianco e nero per nascondere i segni della malattia sulla sua pelle.

Freddie Mercury

Durante il soggiorno a Montreux, Freddie Mercury continuò a registrare le tracce vocali dei vari brani presso i Mountain Studios, nonostante fosse molto debilitato dalla malattia e costretto a riposo per molte ore al giorno. L’ultima canzone che il frontman dei Queen registrò fu Mother Love, tra il 13 e il 16 maggio 1991, con il cantante che fu costretto a incidere il brano da seduto per la debolezza causata dalla malattia; interruppe le registrazioni con il peggioramento della sua condizione di salute, non concludendo quindi la parte cantata della traccia, terminata poi da May.

Freddie Mercury rientrò a Londra a fine giugno per stare vicino ai suoi cari, con la sua condizione di salute che si aggravò ulteriormente, venendo poi sottoposto ad alcune cure palliative con medicinali sperimentali che arrivavano di nascosto alla Garden Lodge. Nelle ultime settimane Mary Austin gli fece spesso visita, trascorrendo svariate ore in sua presenza; oltre alla donna, anche Jim Hutton, compagno di Mercury, Joe Fanelli, chef personale della rockstar, e Peter Freestone, suo assistente personale, supportavano il cantante.

Negli ultimi giorni Mercury cominciò a perdere la vista e la propria condizione fisica peggiorò ulteriormente, a tal punto che non riuscì più ad alzarsi da letto; decise così di non assumere più farmaci salvo alcuni antidolorifici.

Freddie Mercury

Il 22 novembre 1991, consapevole del suo stato terminale e della grande attenzione mediatica a lui dedicata, il cantante convocò nella sua casa Jim Beach, manager dei Queen, per redigere un comunicato ufficiale che venne consegnato alla stampa il giorno dopo:

«In seguito alle disparate congetture diffuse dalla stampa nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono risultato sieropositivo e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere privata questa informazione fino a oggi per proteggere la privacy di quanti mi circondano. Comunque è giunto il momento di far conoscere la verità ai miei amici e ai miei fan e spero che si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia.»

A poco più di ventiquattr’ore dal comunicato, alle 18:48 del 24 novembre 1991 Freddie Mercury morì all’età di 45 anni nella sua casa di Logan Place a causa di una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’AIDS, con Dave Clark al suo fianco.

I funerali, che si svolsero al Kensal Green Cemetery, furono celebrati da due sacerdoti zoroastriani; alle esequie parteciparono soltanto trentacinque persone tra cui i suoi genitori, la sorella Kashmira con il marito, i suoi compagni di band John Deacon, Brian May, Roger Taylor, Mary Austin e i cantanti Elton John e David Bowie. Il feretro venne accompagnato nella cappella al suono delle cover di Aretha Franklin di Take My Hand, Precious Lord e You’ve Got a Friend.

Freddie Mercury

Secondo le sue ultime volontà, Mercury fu cremato e le sue ceneri affidate a Mary Austin, la quale le conservò nella sua camera da letto per circa due anni e successivamente le sparse segretamente nel luogo scelto dal cantante. Nel suo testamento, il cantante affidò la metà esatta del suo patrimonio, pari a circa dieci milioni di sterline, oltre alla Garden Lodge, all’ex compagna, mentre il resto del patrimonio fu diviso tra i genitori e la sorella Kashmira Bulsara-Cooke; anche Jim Hutton, Peter Freestone, Joe Fanelli e Terry Giddings, suo autista e guardia del corpo, ottennero parte della sua eredità.

Il muro esterno della Garden Lodge divenne di fatto un santuario di Freddie Mercury, con i fans che tappezzarono il muro di scritte e fogli di carta, divenendo secondo il Time Out il più grande tempio rock ‘n’ roll di Londra”.

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