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Grave incidente in provincia di Cuneo, nove ragazzi sono finiti fuori strada mentre tornavano a casa da una nottata sotto le stelle, cinque ragazzi sono morti e altri sono gravi.

 

Incidente Cuneo, 5 ragazzi hanno perso la vita:

Erano di ritorno da una notte all’Alpe Chastlar, a guardar le stelle da uno dei punti più panoramici dell’alta Valle Grana, nel Cuneese, le cinque giovanissime vittime del terribile incidente stradale che questa notte è avvenuto a Castelmagno, non troppo distante da Cuneo.

Si trovavano in villeggiatura in borgata Chiotti, i ragazzi quella sera si erano dati appuntamento in piazza e hanno deciso di trascorrere la serata insieme ad ammirare lo spettacolo del cielo stellato. Al ritorno il conducente del fuoristrada, forse per una manovra sbagliata o per una distrazione, è uscito di strada finendo nel precipizio.

Incidente Cuneo

Il tutto è stato reso più grave da una ulteriore imprudenza del guidatore: il fuoristrada su cui è avvenuto l’incidente era omologato per sei persone mentre a bordo del mezzo però se ne trovavano nove.

L’incidente è avvenuto intorno alla mezzanotte. Terribile la scena che si sono trovati di fronte i soccorritori al loro arrivo: i ragazzi sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo e le vittime sono morte sul colpo. Tra i ragazzi che si sono salvati quattro sono feriti, due sono gravi e sono stati trasportati con l’elicottero al Cto di Torino e all’ospedale Santa Croce di Cuneo.

«È stato un intervento tragico, sia dal punto di vista dello scenario che ci siamo trovati di fronte che della giovane età delle vittime». Vincenzo Bennardo, comandante dei vigili del fuoco di Cuneo, ha commentato in questo modo l’incidente di Castelmagno in cui sono morti i cinque ragazzi. L’allarme è scattato dopo la mezzanotte, è stato dato da altri ragazzi che, a bordo di una seconda auto, hanno visto dietro di loro il fuoristrada precipitare lungo i pendii della zona.

Incidente Cuneo

«Avevamo notizie frammentarie e confuse, sapevamo soltanto di un’auto fuori strada – spiega Bennardo – Quando le nostre squadre sono arrivate sul posto, purtroppo, per cinque di loro non c’era più nulla da fare». I vigili del fuoco sono stati tra i primi a intervenire sul posto dell’incidente con cinque mezzi provenienti da Cuneo e da Busca e una dozzina di uomini. «Abbiamo allestito più in basso un posto di comando avanzato – spiega ancora Bennardo – La nostra preoccupazione si è concentrata come ovvio sui feriti, subito trasferiti in ospedale con l’elisoccorso». 

Come detto in precedenza, i ragazzi si trovavano in 9 nel Land Rover Defender. Erano saliti in montagna, all’altezza di 1.900 metri, per vedere le stelle cadenti. Nel ritorno, secondo una prima ricostruzione, l’auto, condotta da un 24enne, purtroppo morto sul colpo, è uscita di strada all’altezza del santuario di San Magno, rotolando fino a valle. Nel momento in cui il veicolo dei ragazzi è precipitato sulla strada sottostante i giovani sono stati sbalzati fuori dall’auto, che ha continuato a rotolare a valle per molti metri. 

Le parole del sindaco riguardo l’incidente

«In una notte abbiamo perso il 50 dei giovani del nostro comune. Quindici giorni fa avevamo fatto una bella foto, c’erano tutti gli abitanti di questa frazione: mi creda, è agghiacciante vederla, si può dire che è tagliata in due». Alberto Bianco è il sindaco di Castelmagno, il piccolo paese di solo 54 abitanti dell’alta Valle Grana, in provincia di Cuneo, sconvolto dall’incidente nel quale stanotte sono morti quattro ragazzi, tutti sotto i 24 anni, tra cui due fratelli.

Essendo un piccolo comune, il sindaco li conosceva estremamente bene quei giovani: «È una di quelle tragedie che succedono non perché i ragazzi hanno bevuto, ma per una distrazione – dice Bianco all’AdnKronos -. Me lo hanno assicurato i carabinieri. Quel ‘defender’, su una strada sterrata, forse avrà fatto i 15 chilometri orari: sono strade che loro conoscevano molto bene, che facevano tutti i giorni per portare le mucche al pascolo. Quei ragazzi poi li conoscevo personalmente, giovani bravissimi, lavoratori».

Incidente Cuneo

Bianco sente di essere in parte colpevole dell’incidente. «Me ne assumo le colpe indirettamente perché io rappresento lo Stato – continua -: mi sento responsabile, ma anche impotente.

Non sto scaricando le colpe, ma questo è un comune di 54 abitanti che ha 25-30 chilometri di strade da tenere in ordine con pochissimi trasferimenti dallo Stato e mi rendo conto diverse volte la segnaletica è carente. In questo caso mi sento colpevole, bastava un cartello che segnalasse la curva e forse non sarebbe successo. Se fossi ricco, metterei cartelli di tasca mia, ma sono un insegnante, faccio il sindaco gratuitamente così come lo fanno l’assessore e i consiglieri».

«Tutti insieme dovremo comunque pensare che spesso si spendono soldi a vanvera per mega ponti – aggiunge Bianco – quando per le strade che si percorrono tutti i giorni non abbiamo neanche i soldi per mettere i cartelli e segnalare le curve. Su questo lo Stato è assente e me ne assumo in parte la colpa perché probabilmente se avessi alzato la voce, chiamato i giornalisti, denunciato che siamo in questa drammatica situazione forse qualcosa sarebbe cambiato.

Incidente Cuneo

Ci vuole una marcia in più, lo Stato dovrebbe dare i soldi per le strade in funzione dell’estensione territoriale e non del numero degli abitanti del paese. È possibile che lo Stato non ha 30mila euro all’anno da poter investire sulle strade? Mandatemeli ogni due anni e io sono contento».

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