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Vediamo la storia di Jeanne Baret, la protagonista del doodle di oggi, 27 luglio, che celebra il suo 280 esimo anniversario di nascita:

 

Jeanne Baret, chi era l’esploratrice travestita da uomo?

Jeanne Baré, Baret o Barret (La Comelle, 27 luglio 1740 – Saint-Aulaye, 5 agosto 1807), è stata un’esploratrice francese.

Fece parte della spedizione di Louis Antoine de Bougainville sulle navi La Boudeuse ed Étoile nel 1766-1769. Baret è considerata la prima donna ad aver compiuto la circumnavigazione del globo.

Jeanne Baret esploratrice

Jeanne Baret partecipò alla spedizione travestita da uomo, facendosi chiamare Jean Baret. Si arruolò come valletto ed assistente del naturalista Philibert Commerson poco prima che Bougainville salpasse dalla Francia. Secondo il racconto di Bougainville, Baret stessa era un’esperta botanica.

 

Biografia

Gioventù

Jeanne Baret nacque il 27 luglio 1740 nel villaggio di La Comelle nella regione francese della Borgogna. La registrazione del suo battesimo è tuttora esistente e la identifica come la legittima erede di Jean Baret e Jeanne Pochard. Il padre era un bracciante, a quanto sembra analfabeta dato che non firmò il registro parrocchiale.

Non si conosce nulla degli anni di gioventù di Baret. Fu lei a dire a Bougainville di essere orfana e di aver perso la propria fortuna per una causa legale prima di travestirsi da uomo. Mentre potrebbe essere vero il fatto di essere rimasta orfana data la bassa aspettativa di vita del tempo, gli storici concordano sul fatto che altri dettagli della storia raccontata a Bougainville furono inventati per scagionare Commerson dall’accusa di complicità nel travestimento.

Jeanne Baret esploratrice

La Borgogna era al tempo una della province francesi più arretrate per quanto riguarda la qualità della vita del ceto basso, ed è probabile che la famiglia di Baret fosse povera.

Uno dei misteri della vita di Baret fu come apprese i primi rudimenti di istruzione, come ad esempio saper firmare i documenti legali che permisero di capire che non era analfabeta. Uno dei suoi biografi, Glynis Ridley, ipotizzò che la madre potesse essere di discendenza ugonotta, un gruppo con un’importante tradizione letterale, non comune tra il volgo del tempo.

Un altro biografo, John Dunmore, crede che le possa essere stato insegnato dal sacerdote parrocchiale o da un membro della piccola nobiltà locale.

Relazione con Commerson

Ad un certo punto, tra il 1760 ed il 1764, Baret fu assunta come casalinga presso il naturalista Pilibert Commerson, che si era trasferito a Toulon-sur-Arroux, circa 20 km a sud di La Comelle in seguito al matrimonio contratto nel 1760. La moglie di Commerson, sorella del sacerdote parrocchiale, morì poco dopo aver dato alla luce un figlio nell’aprile del 1762, e sembra probabile che Baret si prese in carico la cura della casa di Commerson in quel periodo se non addirittura prima.

Jeanne Baret esploratrice

È anche evidente che Baret e Commerson ebbero una relazione personale, dato che Baret rimase incinta nel 1764. Secondo la legge francese del tempo, le donne che restavano incinte fuori dal matrimonio dovevano richiedere un “certificato di maternità” nel quale potevano fare il nome del padre del figlio.

Il certificato di Baret, dell’agosto del 1764, si è conservato; fu compilato in una città distante 30 km, con la testimonianza di altri due uomini non del posto. Non fece il nome del padre del bambino, ma gli storici non hanno dubbi che si trattasse di Commerson, e che sia stato lo stesso Commerson ad aver organizzato il tutto con l’avvocato ed i testimoni.

Poco dopo Baret e Commerson si trasferirono a Parigi, dove lei continuò a gestirgli la casa. Sembra che in questo periodo Baret cambiò il proprio nome in “Jeanne de Bonnefoy”. Il figlio, nato nel dicembre 1764, prese il nome di Jean-Pierre Baret. Baret partorì presso l’Ospedale dei Trovatelli di Parigi. Fu subito affidato ad una madre adottiva, ma morì nell’estate del 1765. Commerson aveva affidato il figlio legittimo al cognato di Toulon-sur-Arroux, e non lo vide più per il resto della vita.

Jeanne Baret esploratrice

Nel 1765 Commerson fu invitato ad unirsi alla spedizione di Bougainville. Esitò ad accettare dato che era di salute cagionevole; chiese l’aiuto di Baret come infermiera e casalinga, affidandole anche la propria collezione di carte. Il suo incarico gli dava diritto ad avere un servitore, pagato dalle casse reali, ma le donne erano proibite sulle navi francesi di quel periodo.

Ad un certo punto prese forma l’idea di travestire Jeanne per permetterle di accompagnare Commerson. Per evitare i controlli, si unì alla spedizione poco prima della partenza, affermando di non conoscere Commerson.

Prima di lasciare Parigi, Commerson redasse un testamento nel quale lasciò a “Jeanne Baret, nota come de Bonnefoi, mia casalinga”, una somma forfettaria di 600 livree oltre agli stipendi arretrati ed all’arredamento dell’appartamento di Parigi.

La storia che Baret raccontò a Bougainville fu studiata per discolpare Commerson dall’accusa di coinvolgimento nella truffa, ma data la loro precedente relazione è altamente improbabile che Commerson non ne fosse a conoscenza.

Vecchiaia

Dopo la morte di Commerson, sembra che Jeanne abbia trovato lavoro in una taverna di Port Louis per qualche tempo. Il 17 maggio 1774 sposò Jean Dubernat, ufficiale dell’esercito francese che aveva fatto tappa sull’isola durante il viaggio di ritorno in Francia.

Non si sa quando Baret ed il marito giunsero in Francia, completando quindi la circumnavigazione. Probabilmente fu nel 1775. Nell’aprile 1776 ricevette i soldi del testamento di Commerson dopo averne fatto richiesta al procuratore generale. Con questi soldi si stabilì con Dubernat nel suo villaggio nativo di Saint-Aulaye, dove probabilmente trovò lavoro come fabbro.

Jeanne Baret esploratrice

Nel 1785 a Jeanne fu concessa una pensione di 200 livree l’anno dal ministero della marina. Il documento ufficiale chiarisce il motivo di tale concessione:

«Jeanne Barré, grazie ad un travestimento, circumnavigò il globo su uno dei vascelli comandati da de Bougainville. Si dedicò in particolare ad assistere de Commerson, dottore e botanico, e condivise con grande coraggio il lavoro ed i pericoli di costui. Il suo comportamento fu esemplare e de Bougainville gli riconobbe numerosi meriti…. Sua Altezza è stato abbastanza gentile da concedere a questa donna straordinaria una pensione di 200 livree da prelevare dal fondo per invalidi, e questa pensione verrà pagata dall’1 gennaio 1785»

Morì a Saint-Aulaye il 5 agosto 1807, all’età di 67 anni.

Retaggi e controversie

Commerson diede a molte piante il nome di amici e conoscenti. Una di loro, un arbusto alto con foglie verde scuro e fiori bianchi scoperta in Madagascar, prese il nome di Baretia bonafidia. Ma il nome scelto da Commerson non sopravvisse dato che gli era già stato dato un nome quando i suoi racconti raggiunsero Parigi; oggi è nota col nome di Turraea. Nonostante oltre settanta specie abbiano preso il nome di Commerson, solo una, la Solanum baretiae, rende onore alla esploratrice.

Per molti anni il diario pubblicato da Bougainville, popolare best seller a quei tempi, sia nella traduzione inglese che nell’originale francese, fu l’unica fonte disponibile riguardo a Baret. Studiosi più recenti hanno scoperto altri documenti sulla sua vita, ma molte delle nuove informazioni rimangono semisconosciute ed inaccessibili al grande pubblico, soprattutto fuori dalla Francia. La prima biografia in inglese di Jeanne, scritta da John Dunmore, fu pubblicata solo nel 2002, e solo in Nuova Zelanda. Altri articoli apparvero su riviste specialistiche.

 

Jeanne Baret esploratrice

La biografia di Jeane scritta nel 2010 da Glynis Ridley, The Discovery of Jeanne Baret, portò l’esploratrice all’attenzione del grande pubblico permettendo di smentire alcune vecchie idee sbagliate riguardo alla sua vita. In ogni caso, la biografia di Ridley fu molto criticata per il fatto di basarsi su improbabili ipotesi non corroborate da altre fonti primarie o secondarie.

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