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Il patron di Amazon, Jeff Bezos, è il primo uomo ad avere raggiunto un patrimonio di 200 miliardi di dollari, una cifra da capogiro!

 

Jeff Bezos da record con un patrimonio di 200 miliardi di dollari:

Jeff Bezos da record! Il patron di Amazon continua a guadagnare sempre di più, mantenendosi alla guida dei paperoni mondiali: ormai vale più di 200 miliardi di dollari ed è il primo al mondo a superare questa cifra immensa. Lo seguono nella classifica: Bill Gates, che resta al secondo posto con i suoi 124,3 miliardi, ovvero 78 in meno rispetto a Bezos.

Sul gradino più basso del podio – secondo il Bloomberg Billionaires Index – troviamo Mark Zuckerberg, seguito da Elon Musk, il miliardario-visionario di Tesla che vale più di 101 miliardi.

Jeff Bezos Amazon

Tutte queste cifre a moltissimi zeri ci confermano come la Silicon Valley e i tecnologici sono riusciti, non solo ad affrontare la pandemia da coronavirus agilmente, ma ne sono usciti addirittura più forti di prima. Se ci pensiamo bene era prevedibile, infatti i lockdown che hanno costretto in casa miliardi di persone nel mondo li hanno infatti favoriti, spingendoli a Wall Street dove ormai sono i protagonisti incontrastati, una sorta di ‘beni rifugio’ per sfuggire al rallentamento dell’economia travolta dal virus.

Non suonerà strano allora che Amazon sia stata una delle aziende che più ha potuto beneficiare dell’emergenza sanitaria: gli acquisti online sono infatti schizzati alle stelle facendo volare i titoli a Wall Street. Dall’inizio dell’anno hanno guadagnato l’80%, consentendo a Jeff Bezos – che controllo l’11% di Amazon – di accumulare una ricchezza senza pari e proiettandolo al primo posto della classifica dei paperoni, in quel circolo ristrettissimo di chi vale oltre 200 miliardi di dollari.

Jeff Bezos Amazon

Si sentirà un po’ solo Jeff Bezos visto che si tratta di un club talmente esclusivo di cui al momento è l’unico membro. Un traguardo che il patron di Amazon ha raggiunto nonostante un divorzio da record, il più costoso della storia. All’ex moglie MacKenzie Scott, Bezos ha infatti dato il 25% della sua quota di Amazon: una partecipazione che ora vale 63 miliardi di dollari e con la quale Scott è divenuta da un giorno all’altro la seconda donna più ricca al mondo, dietro all’ereditiera Francoise Bettencourt Meyers, e la tredicesima in generale precedendo il patron di Zara, Amancio Ortega, e Jack Ma di Alibaba.

La pandemia comunque non ha solamente favorito gli affari di Jeff Bezos, infatti i risultati sopra le attese del secondo trimestre di Facebook hanno dato un bel impulso anche a Mark Zuckerberg.

Anche se tratta un settore non così di massa, anche Elon Musk si è collocato tra i miliardari che sono riusciti a trarre benefici dal coronavirus: sfidando il virus, la recessione e gli analisti, Tesla ha chiuso quattro trimestri consecutivi in utile e visto la sua capitalizzazione di mercato schizzare fino a superare anche Toyota e diventare regina del mondo.

Jeff Bezos Amazon

La storia di Amazon:

Nel 1994 Jeff Bezos lascia il suo lavoro da 223.000$ annui per fondare nel garage di casa sua, a Seattle, Cadabra.com dopo aver redatto il business plan del progetto in un viaggio in fuoristrada da New York a Seattle: prevede di non fare profitti per i primi 4-5 anni. L’azienda, subito ribattezzata Amazon.com dal nome del Rio delle Amazzoni, incomincia nel luglio 1995 come libreria online, offrendo una scelta di titoli maggiore rispetto a qualsiasi altro grande negozio di libri o di ditta specializzata nella vendita per corrispondenza.

In pochi anni amplia il catalogo oltre i libri, vendendo dvd, videogiochi, macchine fotografiche, elettrodomestici. Allargherà negli anni la sua offerta fino ad avere nel 2018 un catalogo di oltre 500 milioni di articoli distinti in vendita sulle 13 piattaforme attive nel mondo.

Il 15 maggio 1997 Amazon.com entra nel mercato azionario, sul NASDAQ, con il simbolo AMZN. Nel novembre 2005 Amazon entra nell’indice S&P 500, sostituendo la vecchia AT&T.

Nel 2005 vara Amazon Prime, un servizio premium di consegna (a pagamento). Nel 2006 prende vita Amazon Fresh per la consegna a domicilio di prodotti alimentari. Nel 2007 crea Kindle, il lettore di ebook che quattro anni più tardi, si evolverà in Kindle Fire, un tablet concorrente all’iPad di Apple.

Nel 2010 vara Amazon Studios, investendo più di 4,5 miliardi di dollari per produrre film e telefilm. Risultati: nel 2015 un Golden Globe per la serie tv Transparent, nel 2017 due Oscar con il film Manchester by the sea. E l’anno dopo Amazon Instant Video per film on demand in streaming.

Il 6 novembre 2014 Jeff Bezos lancia Amazon Echo, brand di speakers a comando vocale con un assistente virtuale integrato. Precedentemente lo stesso anno, il 25 luglio, aveva lanciato Fire Phone, smartphone con cui Amazon sarebbe dovuta entrare con forza nel settore della telefonia mobile; tuttavia il cellulare fu un fallimento, e la compagnia interrompe la sua produzione già ad ottobre, dichiarando di avere ancora una quantità di tali dispositivi non venduti dal valore di oltre 83 milioni di dollari.

Nel 2016 sperimenta Amazon Prime Air, un servizio di spedizioni con droni. Nel 2018 Jeff Bezos sperimenta a Seattle il primo supermercato completamente automatizzato, Amazon Go.

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