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Stiamo parlando di una delle persone più influenti della storia che ha dedicato la vita alla non violenza, eppure Mahatma Gandhi non ha mai vinto il premio nobel per la pace!

 

Premio Nobel per la Pace, Mahatma Gandhi non lo ha mai vinto?

Si tratta di un uomo che ha dedicato la propria vita alla non violenza e alla lotta all’oppressione, eppure Mahatma Gandhi, avvocato e leader nazionalista indiano, non ha mai ricevuto, nonostante ben 5 candidature tra il 1937 e il 1948, il premio Nobel per la Pace.

Mohāndās Karamchand Gāndhī, comunemente noto con l’appellativo onorifico di Mahatma (letteralmente “grande anima”, ma traducibile anche come “venerabile”, e per certi versi correlabile al termine occidentale “santo”) (Porbandar, 2 ottobre 1869 – Nuova Delhi, 30 gennaio 1948) è stato un politico, filosofo e avvocato indiano.

Altro suo soprannome è Bapu (traducibile come “padre”). Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza. Il satyagraha è fondato sulla satya (verità) e sull’ahimsa (non violenza). Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei diritti civili e personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi.

Gandhi pace

In India, Gandhi è stato riconosciuto come “Padre della nazione” e il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno festivo. Questa data è stata anche dichiarata Giornata internazionale della non violenza dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

In India, grazie ai membri teosofici, Gandhi scopre la Bhagavad Gita, libro che lo marcherà profondamente, specialmente attraverso l’idea che il desiderio è sorgente di sofferenza e agitazione per lo spirito:

«L’induismo così come lo conosco soddisfa interamente la mia anima, riempie completamente la mia persona… Quando i dubbi mi ossessionano, quando le delusioni mi fissano negli occhi e quando non vedo alcun raggio di sole sull’orizzonte, io torno sul Bhagavad Gita e cerco un verso che mi dia conforto; e immediatamente incomincio a sorridere in mezzo all’opprimente dolore.

La mia vita è stata piena di tragedie e se esse non hanno lasciato alcun tipo di visibile e indelebile effetto su di me, io devo questo agli insegnamenti del Bhagavad Gita.»

Ghandi svilupperà da quel momento un interesse per la religione che non si limiterà all’induismo, ma si estenderà al buddismo, all’islam e al cristianesimo di cui riterrà soprattutto la frase tratta dall’insegnamento di Gesù nel discorso della montagna: «Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche la sinistra» (Matteo 5,39).

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Essendosi potuto formare fino a quel momento esclusivamente sui testi religiosi e storici della tradizione induista, a Londra Gandhi venne a contatto con la cultura occidentale leggendo, tra gli altri, i testi del socialismo libertario di William Morris, dell’anarchismo cristiano e pacifista di Lev Tolstoj, della teoria non-violenta dello scrittore statunitense Henry David Thoreau e la Difesa del vegetarianismo di Henry Salt.

Durante la sua vita Gandhi continuò a leggere i testi sacri indù, alternando la loro lettura con quella di scrittori quali Tolstoj e John Ruskin (Fino all’ultimo, che successivamente tradusse in gujarati col titolo Sarvodaya, che significa “benessere per tutti”). Un incontro molto importante per Gandhi fu quello con il grande poeta Rabindranath Tagore, che visitò nel 1916 nella sua scuola di Shantiniketan durante il suo viaggio attraverso l’India.

Un altro incontro molto importante fu con lo yoghi Paramahansa Yogananda: nell’agosto del 1935 Yogananda fece visita a Gandhi nel Maganvadi Ashram di Wardha. In occasione di tale incontro Gandhi chiese a Yogananda di ricevere l’iniziazione al Kriyā Yoga. Gandhi, Mahadev Desai, Pingali Venkayya e altri satyagrahi ricevettero in quella occasione l’iniziazione spirituale da Yogananda.

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Yogananda scrisse: «La larghezza di vedute e lo spirito di ricerca del Mahatma mi avevano profondamente colpito. Nella ricerca spirituale egli è come un bambino, e rivela quella pura ricettività che Gesù apprezzava nei fanciulli, perché “di questi è il regno dei cieli”».

Gandhi non ricevette mai il Premio Nobel per la Pace sebbene fosse stato nominato ben cinque volte tra il 1937 e il 1948. L’omissione fu pubblicamente rimpianta dal comitato del premio Nobel una decina di anni dopo. Quando nel 1988 fu premiato il Dalai Lama, il presidente del comitato disse che questo premio era “in parte un tributo alla memoria del Mahatma Gandhi”. Il sito ufficiale del museo dell’associazione Nobel contiene un articolo su questo argomento.

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