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L’aggressione ai danni di Matteo Salvini è avvenuta questa mattina a Pontassieve, Firenze, da parte di una giovane cittadina congolese:

 

Matteo Salvini aggredito da una donna a Pontassieve, camicia e rosario strappati:

«Io ti maledico, ti maledico», queste sono le parole con cui la donna si è scagliata contro Matteo Salvini che stava camminando nel centro di Pontassieve, comune in provincia di Firenza, insieme ad alcuni suoi sostenitori. La contestatrice, una donna trentenne di origine congolese, laureata e impegnata come servizio civile in un progetto dedicato all’educazione scolastica del Comune, ha aggredito il leader della Lega senza causargli grossi danni, solo lo strappo del rosario che aveva al collo e la lacerazione della camicia.

Tutto ciò è accaduto nella tarda mattinata nel centro di Pontassieve, cittadina dove Salvini era appena arrivato per partecipare a un’iniziativa politica per le elezioni regionali della Toscana.

Matteo Salvini aggressione

La donna è stata immediatamente fermata, identificata e poi interrogata dalla Digos. Adesso rischia una denuncia per violenza privata, turbamento di comizio elettorale e resistenza a pubblico ufficiale. Gli investigatori ha da subito descritto la congolese, che non ha precedenti penali, come «in evidente stato di alterazione psico-fisica» e credono non ci sia stata nessuna forma di premeditazione.

La donna, stabilita regolarmente da diversi anni in Italia, è conosciuta a Pontassieve come una giovane impegnata nel sociale che, dopo aver lavorato in un bar e in una enoteca, si è dedicata a progetti di solidarietà verso il Terzo Mondo per alcune associazioni e onlus.

Matteo Salvini dopo l’aggressione ha detto di aver perdonato la donna, ma ha anche aggiunto di ritenere «grave che questa signora lavori per enti pubblici, a contatto con il pubblico, pagato dal pubblico e a contatto con i bimbi». Sottolineando che «se ognuno può avere idee politiche, calcistiche, religiose diverse, la violenza non può essere tollerata».

Matteo Salvini aggressione

«La camicia me la ricompro, ma strappare dal collo un rosario che mi ha regalato un parroco è una cosa che non sta né in cielo né in terra, e quella persona si dovrebbe vergognare», continua Matteo Salvini. «La cosa bella che mi porto via da Pontassieve non è quella poveretta là, ma è una signora che mi ha detto `Matteo, io non la penso come te, ma ti chiedo scusa a nome di quella deficiente, se vuoi ti offro un caffè».

Dopo l’accaduto, tramite una diretta Facebook, il leader della Lega ha spiegato di non aver avuto conseguenze fisiche dall’aggressione. «Nessun graffio, nessun pugno, non mi piango addosso – ha spiegato -. Provo tristezza. Non uso questo fatto per la campagna elettorale, quello della Toscana è un voto per i territori. La Toscana non è violenza, è bellezza e rispetto».

Subito sono arrivate parole di solidarietà e commenti sull’accaduto da parte del mondo politico, ra le prime quelle del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. «Il Paese ha bisogno di una campagna elettorale serena, basata su un confronto leale e rispettoso di tutte le posizioni politiche, lontana dalle estremizzazioni dei toni e dei comportamenti. – ha detto il ministro -. Per questo, ogni forma di violenza e di intolleranza, anche solo verbale, deve essere condannata ed isolata per garantire a tutti i protagonisti delle competizioni elettorali la piena libertà di manifestare il proprio pensiero».

Parole di solidarietà per Matteo Salvini arrivano dal governatore della Toscana Enrico Rossi che ha espresso la sua «vicinanza democratica al senatore» sottolineando di non condividere «pressoché nessuna delle sue idee» ma di essere pronto a battersi «perché possa esprimerle». 

Matteo Salvini aggressione

Condanna duramente ciò che è avvenuto Simona Bonafè, segretaria regionale del Pd in Toscana. «Condanniamo con nettezza l’aggressione. La Toscana è e deve continuare ad essere terra che si contraddistingue per un dibattito politico corretto e noi vogliamo che tutti possano manifestare liberamente le proprie idee, che si tratti di chi la pensa come noi o diversamente», ha scritto la Bonafè.

Sempre a Pontassieve un ristoratore è stato costretto a rinunciare a ospitare, oggi, un pranzo elettorale con Salvini dopo aver ricevuto una raffica di minacce via web e al telefono. Una cosa simile era accaduta nella vicina Bagno a Ripoli sempre per la presenza al ristorante del leader della Lega Matteo Salvini.

Matteo Salvini aggressione

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