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Ci lascia all’età di 94 anni Arrigo Levi, la notizia arriva direttamente dal giornale che ha diretto per anni, “La Stampa”.

 

Morto Arrigo Levi, ci lascia a 94 anni l’ex direttore ed inviato de “La Stampa”:

È morto durante la notte del 24 agosto, nella sua abitazione a Roma, Arrigo Levi, conosciuto come giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Arrigo Levi se n’è andato all’età di 94 anni, nato a Modena il 17 luglio 1926. Era tornato a casa dopo un lungo ricovero a causa di problematiche legate alla sua anziana età: in ospedale, quando aveva sentito intuito che stava per giungere la sua fine, ha cantato l’inno d’Israele e una filastrocca modenese legata probabilmente alla sua infanzia.

Arrigo Levi è stato consigliere diplomatico ad altissimi livelli ed ha inoltre diretto il giornale “La Stampa” dal 1973 al 1978: «I cinque anni e mezzo trascorsi a Torino sono stati i più intensi della mia carriera», disse durante una lectio magistralis al ricevimento del Premio Casalegno. «Anni duri e drammatici, segnati dal terrorismo e dalla morte di amici carissimi» disse ancora in quell’occasione.  

Arrigo Levi giornalista

La vita di Arrigo Levi:

Arrigo Levi (Modena, 17 luglio 1926- Roma, 24 agosto 2020) è stato un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano. Appartenente a una famiglia della Comunità ebraica di Modena, il padre Enzo era un noto avvocato, ricordato negli annali dell’automobilismo per aver redatto l’accordo fondativo che sancì la nascita della Scuderia Ferrari. La madre, Ida Donati, discendeva da Donato Donati, mercante arrivato a Modena nel XVII secolo da Finale Emilia, che aveva introdotto il grano saraceno nel Ducato estense.

Lo zio materno Pio Donati, avvocato antifascista, era deputato del Partito Socialista Italiano e a causa della sua ostilità al regime era stato costretto all’esilio in Belgio, dove morì nel 1927.

Arrigo Levi giornalista

Nel 1942 Arrigo fu costretto a trasferirsi con i genitori in Argentina per sfuggire alle persecuzioni delle leggi razziali. A Buenos Aires iniziò gli studi universitari e nel 1943 intraprese la carriera giornalistica, come collaboratore de L’Italia libera, giornale del Partito d’Azione.

Dopo la guerra tornò quindi con la famiglia a Modena, appena in tempo perché suo padre potesse partecipare, il 2 giugno 1946, al Referendum istituzionale. A Modena Arrigo Levi completò gli studi universitari, laureandosi in Filosofia, e continuò la sua carriera giornalistica presso il giornale “Unità Democratica” diretto da Guglielmo Zucconi.

Dopo essersi trasferito in Israele si arruolò volontario nelle brigate del Negev e partecipò alla prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani “Libertà” e “Gazzetta di Modena” (con direttore ancora Guglielmo Zucconi), scritto inoltre anche per la rivista socialista “Critica Sociale” diretta da Ugo Guido Mondolfo.

Arrigo Levi giornalista

Arrigo Levi si trasferì successivamente a Londra, dove lavorò al programma “Radio Londra” presso la BBC. Successivamente fu corrispondente del quotidiano torinese “Gazzetta del Popolo”. Dal 1953 al 1959 inviò le sue corrispondenze da Roma al quotidiano “Corriere d’Informazione”, edizione pomeridiana del “Corriere della Sera”.

Nel 1960 si trasferì nuovamente ed arrivò a Mosca. Qui, fino al 1962, fu corrispondente del “Corriere della Sera” e poi, fino al 1966, corrispondente de “Il Giorno”. Nel 1966 passò alla Rai, dove condusse il telegiornale fino al 1968, questo avvenimento fu una totale novità nel mondo della TV in quanto fino ad allora i telegiornali erano stati “letti” da speaker professionisti e non da giornalisti. Arrigo Levi decise di tornare alla carta stampata nel 1969, come inviato del quotidiano torinese “La Stampa”, incarico che ricoprì fino al 1973, quando divenne direttore dello stesso giornale e del quotidiano del pomeriggio “Stampa sera”.

Arrigo Levi giornalista

Rimase a Torino fino al 1978. Dal 1979 al 1983 collaborò con il “Times”, curando la rubrica di problemi internazionali. Nel 1988 divenne capo editorialista del “Corriere della Sera” e dal 1998 al 15 maggio 2013 fu consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio Napolitano.

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