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Torna la Peste Nera, la terribile malattia del 1300, in Mongolia con due casi accertati collegati al consumo di carne di marmotta.

 

Peste Nera,in Mongolia causata dalla carne di marmotta:

Il 2020 sembra essere l’anno delle pandemie, mentre tutto il mondo combatte con il coronavirus, in Cina inizia a diffondersi un virus proveniente dai maiali e in Mongolia è comparsa nuovamente la peste nera. 

L’allarme per l’ultima malattia comparsa è scattato in Mongolia dove 2 persone hanno contratto il virus mangiando carne di marmotta. Attualmente le autorità locali stanno effettuando test su altri cittadini venuti a contatto con gli infetti e con coloro che sono considerati a rischio infezione. La Mongolia ha quindi messo in quarantena la sua regione occidentale che confina con la Russia per paura che questa peste nera si diffonda nuovamente.

Peste virus mongolia

Stando al Centro nazionale della Mongolia per la malattia zoonotica (Nczd), i test condotti in laboratorio hanno confermato che due individui non identificati hanno contratto la “peste delle marmotte”, la peste nera, nella regione di Khovd, nella zona occidentale della Mongolia. Il governo locale ha deciso di disporre la quarantena per il capoluogo di provincia e uno dei distretti della regione a circa 500 chilometri a sud delle repubbliche siberiane meridionali di Tyva e Altai. La zona in cui si è diffusa la peste nera attualmente è completamente isolata, nessuno può né entrare né uscire.

L’Nczd ha dichiarato di aver analizzato campioni prelevati da 146 persone che si suppone che hanno avuto contatti con le due persone infette e di aver identificato 504 individui che hanno avuto un secondo contatto. Stando a quanto riportano i media locali della Mongolia le vittime di questa peste nera erano un uomo di 27 anni e una giovane donna di età sconosciuta.

Peste virus mongolia

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La storia della peste nera:

La peste nera fu una pandemia generatasi in Asia centrale settentrionale durante gli anni ’30 del XIV secolo e diffusasi in Europa a partire dal 1346, dando origine alla cosiddetta seconda pandemia di peste. Si diffuse in fasi successive dall’altopiano della Mongolia prima attraverso la Cina e la Siria e poi alla Turchia asiatica ed europea per poi raggiungere la Grecia, l’Egitto e la penisola balcanica.

Nel 1347 la peste nera arrivò in Sicilia e da lì a Genova; nel 1348 aveva infettato la Svizzera eccettuato il Cantone dei Grigioni e tutta la penisola italica risparmiando parzialmente il territorio del Ducato di Milano. Dalla Svizzera si allargò quindi alla Francia e alla Spagna; nel 1349 raggiunse l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda; nel 1353, dopo aver infettato tutta l’Europa, i focolai della malattia si ridussero fino a scomparire. Secondo studi moderni la peste nera uccise almeno un terzo della popolazione del continente, provocando verosimilmente quasi 20 milioni di vittime.

Peste virus mongolia

Un “medico” con la classica maschera a forma di becco, nel quale erano inserite spezie che si pensava purificassero l’aria evitando i contagi da peste, in una stampa di metà Seicento.

Quasi l’unanimità degli studiosi identifica la peste nera come un’infezione sostenuta da Yersinia pestis, batterio isolato nel 1894 e che si trasmette generalmente dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci. Se non trattata adeguatamente, e nel XIV secolo non era conosciuto alcun modo per farlo, la malattia risulta letale dal 50% alla quasi totalità dei casi a seconda della forma con cui si manifesta: bubbonica, setticemica o polmonare.

Oltre alle devastanti conseguenze demografiche, la peste nera ebbe un forte impatto nella società del tempo. La popolazione in cerca di spiegazioni e rimedi arrivò talvolta a ritenere responsabili del contagio gli ebrei, dando luogo a persecuzioni e uccisioni; molti attribuirono l’epidemia alla volontà di Dio e di conseguenza nacquero diversi movimenti religiosi, tra cui uno dei più celebri fu quello dei flagellanti.

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Anche la cultura fu notevolmente influenzata: Giovanni Boccaccio utilizzò come narratori nel suo Decameron dieci giovani fiorentini fuggiti dalla loro città appestata; in pittura, il soggetto della “danza macabra” fu un tema ricorrente delle rappresentazioni artistiche del secolo successivo. Terminata la grande epidemia, la peste continuò comunque a flagellare la popolazione europea, seppur con minor intensità, a cadenza quasi costante nei secoli successivi.