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Il 26 agosto 2010 Sarah Scazzi scomparve, per 42 giorni si cercò di capire cosa fosse successo e dove fosse la ragazza, poi arrivò la confessione dello zio che fece trovare il corpo ormai morto ai poliziotti. La vicenda è passata tra i giornali con il nome di Delitto di Avetrana:

 

Sarah Scazzi, 10 anni dopo il delitto di Avetrana

 

«Il giorno 26 agosto 2010, alle ore 17,20 in Avetrana, presso gli uffici della stazione Carabinieri la signora Serrano Spagnolo Concetta denuncia quanto segue: Verso le 14,30 odierne, mia figlia Scazzi Sarah è uscita di casa per recarsi presso l’abitazione di sua cugina Misseri Sabrina in via Deledda, 22, con cui si dovevano recare al mare. Tant’è che ha preso i suoi asciugamani e portandosi con sé uno zainetto colore nero è uscita da casa vestita con maglietta e pantaloncini colo rosa. Abbiamo sinora cercato invano ma senza avere sue notizie». 

Così è iniziata la triste storia della scomparsa di Sarah Scazzi che ha assunto poi il nome di Delitto di Avetrana.

Sarah Scazzi delitto avetrana

Dieci anni fa, nell’assolato primo pomeriggio del 26 agosto 2010, in una villetta di Avetrana veniva strangolata Sarah Scazzi, una giovanissima studentessa di soli 15 anni. Non si ebbero sue notizie per ben 42 giorni mentre tutta Italia restava col fiato sospeso in attesa di conoscere il destino della ragazzina, scomparsa nel nulla.

La disperazione e gli appelli della madre di Sarah, Concetta Serrano, arrivarono fino alle televisioni nazionali; tutti la stavano cercando, fino  alla sera del 6 ottobre. Michele Misseri, al termine di un interrogatorio durato circa nove ore, confessò l’omicidio della nipote e portò gli investigatori al pozzo di contrada Mosca, dove aveva gettato il cadavere.

La madre di Sarah Scazzi apprese del ritrovamento del corpo in diretta televisiva dalla trasmissione «Chi l’ha visto?». Per l’omicidio e il sequestro di persona, sono state condannate in via definitiva all’ergastolo la cugina Sabrina Misseri e la zia di Sarah, Cosima Serrano.

Sarah Scazzi delitto avetrana

Dopo quasi 3 anni, ad aprile 2013, la corte d’assise di Taranto (sentenza confermata in appello due anni dopo) ha condannato le due donne. Secondo i giudici Sabrina e Cosima il 26 agosto del 2010 inseguirono Sarah per strada, la riportarono in casa e la strangolarono al termine di un litigio. Il movente sarebbe stato un mix di gelosia e rancori passati.

Lo zio Michele Misseri è stato condannato in via definitiva a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove (a 4 anni e 11 mesi è stato condannato il fratello Carmine, accusato di avere collaborato con Michele).

Sarah Scazzi delitto avetrana

La tesi confessoria di Misseri secondo la quale sarebbe lui l’unico assassino nel delitto di Avetrana, più volte ribadita in svariate versioni e messa nero su bianco in alcuni memoriali, non è mai stata ritenuta dai credibile dai giudici in virtù delle diverse prove raccolte a fondamento della ricostruzione del delitto.

I giudici ritengono che Michele Misseri ha cercato di far ricadere ogni responsabilità su se stesso nel tentativo di scagionare la figlia Sabrina. Michele Misseri è stato anche condannato a tre anni di reclusione per calunnia e diffamazione ai danni dell’avvocato Daniele Galoppa, suo primo difensore e della criminologa Roberta Bruzzone, consulente del legale.

Secondo l’accusa, il contadino di Avetrana in aula e in tv accusò ingiustamente i due professionisti di avergli suggerito di incolpare la figlia Sabrina dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi. 

Sarah Scazzi delitto avetrana

Successivamente a processo è finito anche un fioraio del paese di Avetrana, ritenuto dai giudici uno dei testimoni chiave del delitto. Giovanni Buccolieri raccontò ad alcune conoscenti di aver assistito all’insolita scena di Sarah Scazzi inseguita e caricata a bordo dell’auto di Cosima Serrano. Riferì tutto ai carabinieri ma il giorno dopo cambiò idea, ripresentandosi in caserma per precisare che si era trattato solo di un sogno.

La sua ritrattazione gli è costata una condanna in primo e secondo grado a due anni e otto mesi. Al caso di Sarah Scazzi sono stati dedicati speciali tv, saggi, romanzi e ora sarebbe anche in programma un film per la tv di prossima uscita.

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