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Lo stent è una struttura metallica cilindrica a maglie, che viene introdotta negli organi a lume (cioè gli organi cavi propriamente detti o visceri, come l’intestino, oppure i vasi sanguigni) e viene fatta espandere fino a che il suo diametro è pari a quello del lume. In questo modo si può, per esempio, ridurre una stenosi, escludere un aneurisma o mantenere pervio il viscere.

FONTE: https://it.wikipedia.org/

Etimologia

L’origine della parola rimane incerta. Il verbo to stent viene utilizzato da secoli nei paesi di lingua inglese per il processo di inamidatura, rendendo rigidi gli abiti (una locuzione da lungo tempo obsoleta, per l’Oxford English Dictionary) e alcuni credono che questo sia l’origine del termine. Altri attribuiscono la dizione a Jan F. Esser, un chirurgo plastico olandese che nel 1916 utilizzò questa parola per descrivere un composto per impronte dentali inventato nel 1856 dal dentista inglese Charles Stent (1807–1885), che Esser aveva impiegato per creare una forma per un riempitivo utilizzato nella ricostruzione facciale chirurgica. Il resoconto della storia è descritto nel Journal of the History of Dentistry. Secondo l’autore, dall’utilizzo del composto creato da Stent come supporto per i tessuti facciali, il termine si estese progressivamente all’utilizzo del termine  per indicare il ricostruire, rendere di nuovo funzionali (e/o pervie) vari tipi di strutture corporee.

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