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L’Istituto Superiore di Sanità ha condotto uno studio riguardo le case di riposo, strutture altamente soggette ad aggressione da parte del coronavirus che trova terreno fertile negli ospiti indifesi delle RSA. Solo in Lombardia sono 934 i decessi tra casi confermati di COVID-19 e persone con sintomi, pari al 6.8% degli ospiti. In un quarto delle strutture regionali il tasso di mortalità è maggiore o uguale al 10%. A fronte di questa strage, sono soltanto 261 i ricoverati in ospedale dai centri per anziani lombardi. In tutta Italia sono 1443 i residenti delle case di riposo morti con riscontro di infezione da coronavirus.

Quasi mille morti nelle case di riposo della Lombardia, tra casi confermati di covid-19 e deceduti con sintomi influenzali riconducibili all’epidemia. Lo certifica un’indagine avviata dall’Istituto superiore di sanità sulla situazione delle residenze per anziani, diventate nel corso delle settimane il centro dell’emergenza, dove il contagio miete vittime tra lavoratori e soprattutto tra le persone accudite, le più fragili.

Una situazione drammatica che ha spinto l’Istituto superiore di sanità ad avviare una survey specifica sul contagio da COVID-19 nelle Residenze sanitarie assistenziali, con l’obiettivo di monitorare la situazione e trovare le strategie per affrontare l’emergenza. Il documento dell’Iss presenta un quadro completo della situazione delle Rsa aggiornato al 6 aprile. In Italia sono 4.500 le strutture e l’indagine ha riguardato le 2.500 al momento censite. Il 90 per cento di queste ha risposto alle domande inviate permettendo di delineare un quadro molto chiaro della situazione.

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