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Un’inchiesta di Wired Italia porta alla luce gruppi e canali dedicati allo scambio e alla vendita di foto, video e immagini di ex partner, ignare utenti e bambini.

Purtroppo, per chi naviga da tempo nel web, non si tratta di una notizia nuova, però negli ultimi giorni Wired Italia ha riportato alla luce questo scempio. Si tratta di gruppi su Telegram con migliaia di iscritti nei quali avviene il più odioso degli scambi e dei commerci: quello del revenge porn, della pedopornografia, dello stupro di gruppo virtuale, dell’organizzazione di azioni di stalking. Immagini, video, dati sensibili (cioè nomi, indirizzi, numeri telefonici, dettagli sulla professione e le abitudini private, profili sui social network), informazioni in possesso degli utenti perché provenienti da una storia passata oppure sottratte in diversi modi, pescate dai social e usate come ricatto, ottenute nei casi più inquietanti dagli stessi genitori che fanno circolare le foto dei figli. Wired è ritornato sull’argomento dopo anni e ci ha fatto notare come nessuno abbia fatto niente per contrastarlo. Al contrario, si parla di una “sistematizzazione su scala preoccupante” di questi gruppi che anche quando vengono oscurati riescono a tornare operativi dopo poche ore

 

Vera e propria violenza verbale e distruzione di ogni forma di dignità contro queste povere donne che vengono prese di mira, in alcuni casi circolano  video di minori “talvolta anche di otto-dodici anni” nota l’autore Simone Fontana che ha scavato nell’orrore di un gruppo principale da oltre 50 mila iscritti con 21 “canali tematici” attraverso i quali viene distribuito agli iscritti quanto raccolto nel primo gruppo, per una mole complessiva di 30 mila messaggi al giorno. Sembrerà incredibile ma è tutto pubblico: non servono inviti né autorizzazioni per accedere al gruppo in cui gli utenti si accordano per scambiarsi in privato materiali ancora più odiosi, trasformando la chat in una “centrale di stalking” e condividendo informazioni di ex partner a cui intendono “rendere la vita impossibile”. Un’esperienza che si rinnova di blocco in blocco, e la legge italiana contro il fenomeno non sembra funzionare: “Il gruppo nasce, raggiunge il picco di utenti e viene infine cancellato da Telegram perché ‘utilizzato per diffondere contenuti pornografici’, fanno sapere gli amministratori della piattaforma – spiega l’inchiesta del magazine – ma niente paura, perché un messaggio fissato nella parte superiore della chat reindirizza a un ‘gruppo di riserva’, quello da ripopolare in caso di cancellazione”.

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