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Il governo dell’India ha deciso di bandire dal territorio locale 59 applicazioni provenienti dalla Cina. Tra queste app ci sono anche TikTok e WeChat, perché considerate pericolose per la privacy degli utenti:

 

Tik Tok e altre 58 app provenienti dalla Cina bloccate dal governo dell’India:

Il governo indiano ha annunciato, ai sensi dell’Information Technology Act, che ben 59 applicazioni provenienti dalla Cina, tra cui TikTok e WeChat, non saranno più disponibili sugli smartphone dei cittadini dell’India. Stando a quanto afferma il governo locale, la mossa proteggerà la sovranità del cyberspazio e “salvaguarderà gli interessi di centinaia di utenti di Internet e telefonia mobile”.

In un comunicato stampa ufficiale, il governo dell’India ha affermato che TikTok e le altre app bannate sono “impegnate in attività pregiudizievoli per la sovranità e l’integrità dell’India, la difesa dell’India, la sicurezza dello stato e l’ordine pubblico”.

TikTok India Cina

Ravi Shankar Prasad, il Ministro per l’Elettronica e le Tecnologie Informatiche indiano, ha affermato di aver ricevuto diverse segnalazioni, sia da utenti Android che iOS, in merito alla condivisione non autorizzata di dati ed informazioni private verso server esteri, in particolare da TikTok e WeChat.

“La raccolta dei dati dei cittadini indiani, la loro sottrazione e la loro profilazione mediante elementi ostili alla sicurezza nazionale e alla difesa dell’India, che alla fine incide sulla sovranità e integrità del paese, è una questione di profonda e immediata preoccupazione che richiede misure di emergenza”, cita il comunicato diramato. La dichiarazione afferma inoltre che la mossa ha rappresentato la prima misura di ritorsione dell’India causata dalla situazione di tensione al confine proprio tra Cina ed India.

“Questo è un duro colpo per le ambizioni della Digital Silk Route cinese, poiché porta alla perdita di milioni di dollari dalla valutazione delle sue società. Ciò potrebbe portare anche altri paesi a seguire il percorso dell’India nell’agire contro queste app”, si legge sempre nel comunicato per il bando di TikTok e le altre 58 app originarie della Cina.

TikTok India Cina

Circa 200 milioni di persone in India già nel 2019 usavano TikTok, secondo i dati del social network, si prevedeva anche, nel paese, un incremento di questi numeri di circa il 50% entro la fine di questo anno.

Per chi non lo sapesse, TikTok è un’app in cui gli utenti possono caricare video della durata di 15 secondi e aggiungere canzoni, suoni o voci da doppiare. Musical.ly, la versione precedente dell’applicazione, permetteva anche di creare filmati più brevi, chiamati “momenti live”, che sono essenzialmente GIF animate con musica di sottofondo. Musical.ly aveva inoltre una funzione di messaggistica istantanea tra gli utenti chiamata direct.ly. 

L’applicazione mobile TikTok permette agli utenti di accelerare, rallentare o modificare mediante un filtro il suono o la musica di sottofondo, selezionabile all’interno di una vasta gamma di generi musicali. Tramite un’opzione dedicata di, è possibile registrare audio e video della propria reazione mentre la clip viene visualizzata sullo smartphone, mentre l’opzione “duo” permette di condividere le videoripresa di due terminali mobili in un unico video. Tale funzionalità è utilizzata ad esempio fra due persone vicine per filmarsi l’una col cellulare dell’altra.

L’applicazione consente agli utenti di configurare i propri account come “privato”. Il contenuto di questi account rimane a disposizione di TikTok, ma è visualizzabile solamente dagli utenti autorizzati dal titolare, che, similmente ad altri social, possono scegliere se rendere il profilo pubblico ovvero se interagire soltanto con gli amici, tramite commenti, messaggi o video di “reazione” e “duo”. TikTok utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare gli interessi e le preferenze manifestate dagli utenti dell’applicazione, in modo tale da poter personalizzare singolarmente i contenuti ad essi proposti.

TikTok India Cina

L’India e la Cina sono da tempo impegnate in conflitti al confine a causa dell’assenza di una frontiera precisa, disponendo solo della labile linea di controllo effettivo in continua contesa, situata in Himalaya, successiva a una guerra di frontiera nel 1962.

La guerra sino-indiana fu un breve, ma intenso conflitto che vide contrapposta la Cina e l’India nell’ottobre del 1962 per il controllo della parte nordoccidentale del territorio indiano Aksai Chin e nordorientale NEFA (“North East Frontier Agency”), rispettivamente delimitati dalla Linea Johnson e dalla Linea McMahon, entrambe contestate da parte della Cina.

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L’India, nonostante il sostegno logistico statunitense, risultò sconfitta sul campo e si vide privata di un’ampia porzione – tutt’ora rivendicata – di territorio himalaiano (l’area conosciuta col nome di Soda Plains) dell’ex reame del Kashmir (oggigiorno parte dello stato indiano di Jammu e Kashmir) al confine nordoccidentale, mentre il confine nordorientale non subì alcuna modifica di posizione.

L’attuale confine, contestato, corre molto a meridione della catena montuosa del K’un-lun e prende il nome di “Linea attuale di controllo” (Line of Actual Control).

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