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Un esoscheletro che permetterà a chi lo indossa di correre a più di 70 km/h, senza usare energia. È l’idea di alcuni ricercatori americani ed entro il 2021 lo faranno diventare un prototipo.

L’idea di base è simile a quella utilizzata per far tornare a camminare chi è paralizzato: utilizzare un esoscheletro. Si tratta di un sistema di arti robotici indossabili che fa da “muscolatura artificiale”, per migliorare la capacità di corsa dell’atleta. Stiamo parlando di una tecnologia che va persino oltre le scarpe “bioniche” di cui tanto si discusse a fine 2019 dato che aiutarono alcuni atleti a riscrivere l’albo d’oro delle migliori prestazioni nella maratona.

 I disegni del prototipo di questo nuovo sistema che i ricercatori della Vanderbilt University (USA) hanno pubblicato insieme al proprio studio su Science Advances, ne mostrano il funzionamento: il corridore va ad usufruire della potenza generata da due molle incorporate nell’esoscheletro attaccato alle proprie gambe che, funzionando come una sorta di catapulta, potenziano la spinta data dal piede. Un professionista potrebbe così raggiungere una velocità di corsa di 74 km/h, aumentando quindi di quasi il 50% le prestazioni record di Usain Bolt, che ha toccato punte di 45km/h.

CONSERVARE L’ENERGIA. «L’idea di inventare un apparecchio che permettesse alle gambe di lavorare anche mentre non toccano il suolo, ci è venuta osservando la differenza tra un ciclista e un corridore», spiega David Braun, uno dei due ricercatori che ha condotto lo studio. È stata infatti la bicicletta a ispirare il progetto dell’esoscheletro: le molle,  invece delle gambe, supportano il peso del corpo (analogamente a quanto fanno, nella bici, le ruote rispetto al telaio), impedendo così all’energia di disperdersi a contatto con il terreno; l’energia conservata dalle molle viene poi sprigionata, aggiungendosi alla spinta data dalla muscolatura delle gambe e facendo sì che la falcata sia più potente. 

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