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Il 77,9% dei cittadini ha votato a favore delle modifiche costituzionali che permetterebbero a Vladimir Putin di rimanere in carica fino al 2036. Le opposizioni non sono molto felici di queste votazioni ed lo hanno definito uno spettacolo illegittimo e illegale.

 

Vladimir Putin presidente fino al 2036, l’inizio della dittatura?

Tutto procede secondo i piani di Vladimir Putin che ha sempre dimostrato di essere pronto a tutto pur di ottenere il potere, le urne russe hanno infatti permesso a Vladimir Putin ti attuare le modifiche costituzionali necessarie a consentirgli di candidarsi per altri due mandati. Vladimir Putin quindi potrebbe potenzialmente comandare la Russia per altri 16 anni, fino al 2036. Un risultato che gli oppositori non accettano in nessun modo e lo definiscono il frutto di una falsificazione su scala industriale.

Lo scorso giovedì sono stati pubblicati i risultati ufficiali che, dopo il conteggio del 99,9% delle schede di voto, hanno stabilito che l’attuale Presidente Vladimir Putin – colui che ha governato la Russia per più di due decenni come presidente o primo ministro – potrà continuare indisturbato a mantenere il potere, infatti, alla scadenza del mandato attuale, nel 2024, potrà candidarsi altre due volte, il che vuol dire – potenzialmente – governare fino all’età di 83 anni. La tirannia di Putin, almeno sulla carta, quindi non sembra assicurata ma possiamo dire che è molto probabile dato che l’attuale leader sembra godere della fiducia incondizionata di una grandissima parte della popolazione.

Vladimir Putin 2036

La Commissione elettorale centrale ha dichiarato che il 77,9% dei voti conteggiati in seguito alle votazioni dei giorni passati ha sostenuto il cambiamento della Costituzione, a favore della possibilità di Vladimir Putin di continuare a comandare. Poco più del 21% della popolazione ha avuto il coraggio di opporsi alla proposta. Ella Pamfilova, a capo della commissione, afferma che il voto è stato trasparente e che i funzionari hanno fatto di tutto per garantirne l’integrità.

Ovviamente le opposizioni non sono d’accordo con il tentativo di comandare a vita di Vladimir Putin, in particolare il leader dell’opposizione Alexei Navalny ha una visione diversa: per lui il voto è stato uno spettacolo illegittimo e illegale, progettato per legalizzare la presidenza di Putin a vita. “Non riconosceremo mai questo risultato”, ha detto Navalny ai sostenitori in un video.

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Vladimir Putin:

Vladimir Vladimirovič Putin (Leningrado, 7 ottobre 1952) è un politico, ex militare ed ex funzionario del KGB russo, presidente della Federazione Russa dal 7 maggio 2012 al suo quarto mandato (non consecutivo), ricoprendo precedentemente la carica dal 2000 al 2008. È stato anche primo ministro della Russia dal 1999 al 2000 e di nuovo dal 2008 al 2012.

Vladimir Putin 2036Putin è nato a Leningrado e ha studiato legge all’Università statale di San Pietroburgo, laureandosi nel 1975. In seguito ha lavorato come funzionario dell’intelligence del KGB per 16 anni, salendo al grado di tenente colonnello, prima di dimettersi nel 1991 per iniziare una carriera politica a San Pietroburgo. Successivamente si è trasferito a Mosca nel 1996 per unirsi all’amministrazione del presidente Boris Eltsin, prestando servizio come direttore dell’FSB, l’agenzia che ha sostituito il KGB, prima di essere nominato primo ministro nell’agosto 1999. Dopo le dimissioni di Eltsin, Putin è stato eletto come suo successore.

Sotto il suo primo mandato come presidente, l’economia russa è cresciuta per otto anni consecutivi, con il PIL a parità di potere d’acquisto aumentato del 72%. La crescita è stata il risultato del boom economico delle materie prime degli anni 2000, della ripresa dopo la depressione che ha seguito la dissoluzione dell’Unione Sovietica e di adeguate politiche economiche e fiscali.

Impossibilitato a ricoprire un terzo mandato consecutivo secondo il quarto punto della Costituzione della Federazione Russa, ha poi favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che ha poi nominato a sua volta Putin come primo ministro nel 2008. Ha successivamente potuto ricandidarsi al terzo mandato come presidente vincendo le elezioni presidenziali in Russia del 2012 con il 64% dei voti.

Il calo dei prezzi del petrolio e le sanzioni economiche internazionali imposte dopo la crisi della Crimea del 2014 e l’intervento militare russo nella guerra del Donbass in Ucraina orientale, causate dalla politica estera di Putin, hanno portato a una riduzione del PIL russo del 3,7% nel 2015, sebbene l’economia russa sia rimbalzata nel 2016 con una leggera crescita del PIL pari allo 0,3%, segnando la fine della Grande recessione. Alle elezioni presidenziali in Russia del 2018 ha guadagnato il 76% dei voti ed è stato rieletto per un mandato di sei anni che si concluderà nel 2024.

Con Putin la Russia ha subito un graduale processo di arretramento democratico. Generalmente gli esperti non considerano la Russia una vera democrazia, citando epurazioni, incarcerazioni e uccisioni di oppositori politici, repressione della libertà di stampa e mancanza di elezioni credibilmente libere e giuste.

Vladimir Putin 2036

La Russia ha ottenuto un punteggio molto negativo su l’Indice di percezione della corruzione di Transparency International, sul Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit e sull’indice “Freedom in the World” di Freedom House—tra cui un punteggio record di appena 20/100 nel rapporto del 2017, risultato che non veniva ottenuto dai tempi dell’Unione Sovietica. Inoltre le organizzazioni e gli attivisti per i diritti umani lo hanno accusato di perseguitare critici e attivisti politici, nonché di averli torturati o assassinati. Putin ha respinto le accuse di violazioni dei diritti umani.

Funzionari del governo federale degli Stati Uniti d’America lo hanno accusato di aver condotto una cospirazione politica contro Hillary Clinton a favore di Donald Trump nel periodo delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 2016, un’accusa che sia Trump che Putin hanno spesso respinto e criticato.

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