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Per chi non lo sapesse, Wimbledon è uno dei 4 tornei di tennis più prestigiosi della stagione, i 4 grandi slam. Il torneo, considerato lo slam più ambito da ogni tennista, va avanti dal 1877 e durante la sua storia soltanto le due guerre mondiali riuscirono a farlo annullare. L’ultima volta che non si giocò Wimbledon fu nel 1945, 75 anni fa.

La peculiarità di questa manifestazione però è che potrà contare su un risarcimento da parte dell’assicurazione. Questo perché è l’unico evento sportivo con una polizza assicurativa che copre la cancellazione a causa di pandemie. Attraverso un’intervista al “The Guardian”, Richard Lewis, Amministratore Delegato dello Slam, ha dichiarato: “Siamo fortunati, la polizza ci aiuterà a salvare gran parte del guadagno“. Tutto ciò grazie alla lungimiranza del circolo tennis di Church Road che ben 17 anni fa, ai tempi della SARS, portò l’aggiunta di un premio assicurativo sul torneo riguardante un eventuale cancellazione per pandemia virale.

L’organizzazione ogni anno ha versato la cifra di 1,6 miliardi di euro come premio assicurativo per la manifestazione. In questo, Wimbledon può fare da maestro anche agli altri Slam, visto che nessuno, a quanto pare, è stato previdente come gli inglesi. Ad esempio Roland Garros, il torneo parigino,  ha dovuto rinviare in fretta e furia l’edizione di quest’anno al mese di settembre, precisamente una settimana dopo la fine di un altro grande Slam, lo US Open, generando il disaccordo di gran parte del mondo tennistico. A pochi giorni dall’ufficiale sospensione dell’edizione 2020 sono arrivate le prime stime del risarcimento assicurativo: nelle casse del torneo dovrebbero entrare oltre 100 milioni di euro. Probabilmente la cifra ufficiale non sarà nota nell’immediato, ma ci vorranno alcuni mesi. Una riflessione però sorge spontanea: quanto è il ricavato annuo del torneo di tennis più antico del mondo?

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